venerdì, Febbraio 23, 2024
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Boston Celtics dominano contro gli Indiana, grazie a Tatum. Ma non dimentichiamoci di chi è rimasto in panchina!

I Boston Celtics dimostrano di essere superiori ai Pacers grazie a un eccezionale Jayson Tatum. Durante la partita a Indianapolis, la squadra mette in mostra ciò che viene comunemente definito uno “statement game“, inviando un chiaro messaggio a Indiana e al resto della Eastern Conference. Questo messaggio si percepisce chiaramente attraverso il dominio nei rimbalzi (56-38) e le percentuali concesse agli avversari (41,3% dal campo, 19% da tre).

Nonostante i Pacers riescano a ridurre il distacco di un possesso nel quarto quarto, Jayson Tatum e Jaylen Brown (31 punti e 4 rimbalzi) li respingono immediatamente indietro. La squadra di Boston dimostra una grande prestazione difensiva, mentre la risoluzione dei problemi nell’area avversaria viene affidata a Jayson Tatum. La stella dei Celtics registra una spettacolare performance con 38 punti, 13 rimbalzi, 6 assist e un impressionante 14/23 dal campo, dimostrando momenti di autentico dominio nel corso del match.

Boston Celtics (Foto Instagram)
Boston Celtics vs Indiana Pacers, gennaio 2024 (Foto Instagram)

Al Horford relegato alla panchina dei Boston Celtics

Dopo ben 17 stagioni in NBA, Al Horford si è sempre distinto come membro stabile del quintetto di partenza per ben 16 di esse. Tuttavia, con l’arrivo di Porzingis ai Celtics questa estate, il veterano si è trovato improvvisamente relegato in panchina. Nonostante ciò, ciò non significa che Horford non sia più in grado di essere un titolare.

Anzi, è ancora lo stesso giocatore che ha contribuito all’arrivo di Boston alle NBA Finals nel 2022 e alle finali di Conference l’anno scorso. Il suo stile di gioco non si basa sull’atletismo e sulla forza esplosiva, ma sull’intelligenza cestistica e sulla capacità di gestire il gioco su entrambi i lati del campo. Comunque, Horford ha accettato il cambio di ruolo senza problemi.

All’età di 37 anni, l’unica cosa che conta per lui è vincere un titolo, senza preoccuparsi del modo in cui ciò avvenga. Magari all’epoca non se ne era reso conto, ma la disponibilità del lungo ad accettare di mettere fine a una striscia di 16 stagioni da titolare ha probabilmente influito sullo spirito di squadra generale.

Il “sacrificio” del veterano dà forza alla squadra

Al Horford, sin dal suo arrivo a Boston nel 2016, sembra riuscire a comprendere appieno il suo ruolo di leader nello spogliatoio. Questo è stato confermato quando Brad Stevens lo ha riportato ai Celtics nel 2021, dimostrandosi disposto ad accettare un ruolo minore e fornendo un esempio positivo per i suoi compagni di squadra. Quando un veterano fa un sacrificio del genere, si crea un effetto positivo che coinvolge l’intera squadra.

Tuttavia, l’inizio di questa stagione non è stato facile per il lungo veterano. Ha faticato ad avere un impatto significativo sulle partite entrando dalla panchina. Nelle prime 10 partite, la sua media di punti è stata di soli 5,8, con 6,2 rimbalzi, 2,2 assist e 1 stoppata. Anche se queste statistiche non sono male, il fatto che abbia segnato solo il 29,4% dei suoi tiri da tre punti ha limitato la sua efficacia in attacco.

È importante sottolineare che, a questo punto della sua carriera, Al Horford riesce a dare il meglio di sé quando segna da tre punti. Questo gli consente di aprirsi spazi per penetrazioni, in cui può concludere sia con canestri che con ottime assistenze.

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