martedì, Giugno 25, 2024
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Dall’ottimismo alla delusione: ecco perché è saltato Sensi al Leicester

Il sipario è calato sull’effervescente calciomercato inglese, e con esso si è dissolta una trattativa che ha tenuto con il fiato sospeso tifosi e addetti ai lavori. Stefano Sensi, il regista visionario che ha incantato il tifo nerazzurro, non vestirà il mantello del Leicester City. Nel cuore della notte italiana, il mercato britannico ha chiuso i battenti, lasciando una scia di sogni infranti e speranze svanite.

Era tutto pronto, o quasi, per il trasloco del centrocampista italiano dall’altra parte della Manica. Tutto tranne la firma, il sigillo finale su una trattativa che sembrava ormai cosa fatta. Sensi aveva già varcato il suolo inglese, aveva già assaporato l’aria britannica e si era sottoposto alle visite mediche di rito. Ma il contratto? Non è mai stato suggellato. L’ombra del mancato accordo sulla formula ha oscurato il destino di questo trasferimento: i dettagli economici si sono rivelati un ostacolo insormontabile, un enigma non decifrabile nemmeno dalla più acuta mente negoziale.

I giorni precedenti avevano visto Inter e Leicester scambiarsi sguardi, numeri e strategie. Erano stati giorni di intense telefonate, riunioni segrete e sussurri che attraversavano le sale delle sedi sportive. I termini erano chiari: un trasloco a titolo definitivo, con la promessa di un pagamento di 2,5 milioni di euro in caso di promozione delle Foxes in Premier League, un obiettivo a portata di mano considerando la loro posizione di vertice nella Championship.

Tuttavia, l’accordo tanto agognato è sfumato con l’approssimarsi della mezzanotte. Problemi burocratici hanno fatto capolino, come amichevoli fantasmi venuti a disturbare la festa.

L’affare Sensi sembrava a un passo dalla conclusione

Il permesso di lavoro, una formalità per molti, si è rivelato un’insidia ben nascosta per Sensi e il Leicester. Nonostante l’instancabile lavoro degli avvocati, le carte non hanno trovato il loro posto nel puzzle del tesseramento.

Il contesto è stato ancor più complicato dalle strette sul fair play finanziario imposte dalla Football Association, un ente che, nel seguito delle vicende dell’Everton e del suo punto di penalizzazione, nonché dei rischi corsi da colossi come Manchester City e Chelsea, non ha lasciato spazio a interpretazioni generose.

La cronistoria di questa vicenda si dispiega come un romanzo di passioni e speranze. Era metà gennaio quando le prime voci di un interesse del Leicester per il centrocampista dell’Inter hanno iniziato a serpeggiare. La trattativa si è concretizzata, tanto che il trasferimento di Sensi è stato posticipato al termine dell’incontro Fiorentina-Inter, a causa delle squalifiche di Barella e Calhanoglu. La fiducia non è mai venuta meno, le parti hanno continuato a crederci, volando verso il Regno Unito per siglare il passaggio.

Ma come in un dramma shakespeariano, la conclusione è stata tragica, quasi beffarda. A pochi minuti dal gong, il verdetto è stato chiaro: il nulla di fatto. E così, mentre l’Inghilterra dormiva, il sogno di Stefano Sensi si è sciolto come neve al sole, lasciando l’amaro in bocca e la certezza che, nel mercato del calcio, fino all’ultimo secondo nulla è davvero certo.

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