venerdì, Febbraio 23, 2024
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Milan pronto a scommettere su Buongiorno: la difesa si rinforza?

Il calciomercato non dorme mai e, nelle trame serrate delle trattative, emerge con prepotenza il nome di Alessandro Buongiorno, il solido difensore del Torino che ha attirato le mire del Milan. La scintilla che ha alimentato il fuoco delle speculazioni è scaturita da una cena milanese, dove il giocatore e il suo agente Beppe Riso si sono confrontati sul crescente interesse rossonero. Tuttavia, come un puzzle complesso, la situazione presenta tessere non facilmente incastrabili.

Il Milan, galvanizzato da un progetto ambizioso e dalla necessità impellente di rafforzare la rosa, sembra aver messo gli occhi sul classe 1999. Da via Aldo Rossi, le voci si fanno insistenti su una prima offerta allettante: 15 milioni di euro più il cartellino di Lorenzo Colombo, giovane attaccante attualmente in prestito al Monza. Ma il diavolo è nei dettagli, e la valutazione di Colombo è un punto di frizione tra le parti. Mentre per i rossoneri tocca la cifra di 15 milioni, il Torino sembra propendere per una stima più conservativa.

Nonostante la necessità di un innesto in difesa si faccia pressante a causa di un’infermeria troppo affollata, il Milan deve guardare con occhio critico alle proprie finanze. In estate, trovarsi senza un’adeguata liquidità potrebbe complicare ulteriori operazioni, compresa l’acquisizione di una nuova punta. Pertanto, l’orizzonte rossonero si estende anche verso altre opzioni, come il centrale del Brest Brassier e Nianzou Kouassi del Siviglia, nomi meno altisonanti ma economicamente più accessibili.

Il Milan pronto a spendere per Buongiorno

Ma qualsiasi sogno di mercato deve fare i conti con la realpolitik di Urbano Cairo. Il presidente del Torino, noto per la sua capacità negoziale, ha eretto un baluardo a protezione del suo gioiello difensivo. La valutazione di Buongiorno gravita attorno ai 35-40 milioni di euro, cifra ostica per la cassaforte milanista. Cairo ha posto un veto categorico sul trasferimento del giocatore, ribadendo che un addio non è contemplabile almeno fino all’estate.

Le ragioni sono molteplici e radicate nella strategia del club granata. Sul piano sportivo, privarsi del miglior difensore a ridosso della chiusura del mercato sarebbe un autogol tattico. Dal punto di vista economico, l’attesa potrebbe incrementare il valore del cartellino, soprattutto alla luce dell’interesse manifestato da club della Premier League. Infine, c’è la questione ambientale: Cairo è consapevole che cedere un simbolo a stagione in corso scatenerebbe l’ira della tifoseria, già scottata da precedenti vicende estive.

Nell’attesa che le trattative trovino un epilogo, il tifo rossonero si divide tra speranza e realismo, ben conscio che nel calcio, come nella vita, i desideri non sempre corrispondono alle possibilità.

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