venerdì, Aprile 19, 2024
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Eric Lewis: dalla Gloria Nba all’ombra dei social media

L’NBA ha visto molti campioni, giocatori stellari e momenti indimenticabili, ma dietro ogni grande gioco c’è sempre stata una figura imparziale che ha garantito che tutto si svolgesse secondo le regole: l’arbitro. Eric Lewis, uno degli arbitri più noti e rispettati della lega, ha recentemente annunciato il suo ritiro inaspettato, lasciando molti fan e colleghi sorpresi e perplessi.

Con 19 stagioni alle spalle e tre finali NBA arbitrate, Lewis era una presenza costante e rassicurante sul campo. Tuttavia, non è stata la sua abilità nel gestire le partite ad attirare l’attenzione del mondo, ma piuttosto un controverso profilo social.

Una fotografia di Lewis, immortalato durante un match tra i Charlotte Hornets e i Miami Heat il 25 febbraio 2023, ha fatto il giro del web, diventando un argomento di discussione bruciante. Ma la vera tempesta mediatica è scoppiata quando, a fine maggio, è emerso che Lewis possedeva un “burner account” su Twitter, ora ribattezzato X. Questo account, gestito sotto pseudonimo, sembrava avere l’unico scopo di difendere le decisioni arbitrali di Lewis, spesso in modo veemente.

Eric Lewis prima di fare l’arbitro è stato un giocatore

La rivelazione ha scatenato un’indagine da parte della NBA, che ha cercato di comprendere la portata e le motivazioni dietro l’uso di questo account. Tuttavia, prima che potessero emergere ulteriori dettagli, Lewis ha annunciato il suo ritiro “con effetto immediato”, mettendo fine sia alla sua carriera che all’indagine in corso.

Prima di diventare l’arbitro che tutti conoscono, Lewis ha calpestato i campi da gioco come giocatore, rappresentando la Mainland High School a Daytona Beach e il Bethune Cookman College. Durante la sua illustre carriera come arbitro, ha presieduto oltre 1.100 partite di stagione regolare e ha fatto sentire la sua presenza in più di 80 playoff, inclusi cinque match delle finali NBA.

La decisione di Lewis di ritirarsi in questo modo ha lasciato un vuoto nella comunità NBA. La sua assenza sarà avvertita non solo dai giocatori e dai colleghi, ma anche dai fan che hanno rispettato il suo impegno e la sua integrità per quasi due decenni. La sua carriera, segnata da dedizione e professionalità, si conclude in una nota amara, ricordandoci che, in un’era dominata dai social media, la privacy e la reputazione sono più fragili che mai. La NBA, come sempre, continuerà a prosperare, ma il leggendario Eric Lewis sarà sicuramente mancato.

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