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Miami Heat raggiungono 4 posto in classifica Est. Possibile che Spoelstra abbia fatto l’ennesimo miracolo?

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Miami Heat (Foto Ansa)

Durante la notte i Miami Heat hanno trionfato sul campo contro i Golden State Warriors, iniziando un viaggio verso Ovest che, presumibilmente, risulterà rivelatore delle vere ambizioni dei campioni in carica della Eastern Conference. Attraverso l’acquisizione di Vincent e Strus, assieme ad una scelta eccellente al Draft con Jaquez, gli Heat continuano a sfuggire all’attenzione delle altre squadre, tuttavia rispondono con risultati che superano di gran lunga le aspettative.

Miami Heat (Foto Ansa)
Miami Heat vs Brooklyn Nets, 2023(Foto Ansa)

I punti forti della squadra giocano a loro favore

Dall’inizio della stagione ad oggi, il coach Spoelstra ha dovuto fare a meno di uno dei suoi giocatori in 91 occasioni, il quarto numero più alto di tutta la lega (Herro assente per 18 partite, mentre Adebayo, Caleb Martin e Highsmith per 10 partite ciascuno). Nonostante questo, gli Heat sono la squadra con il miglior record tra quelle che hanno dovuto sopportare così tante assenze (19 vittorie, 12 sconfitte).

Il rookie di Miami gioca in media 9 minuti e mezzo nei quarti quarti delle partite, dimostrando la piena fiducia di Erik Spoelstra in questo prodotto di UCLA che sta rispondendo con quasi 14 punti a partita (solo Wembanyama, Holmgren e Brandon Miller hanno un rendimento migliore tra i rookie), con una percentuale di tiro superiore al 51% dal campo e al 38% da tre, dimostrando anche, come ha fatto a Natale, di poter essere già un elemento decisivo anche in partite importanti.

Un altro giocatore che, come Herro, sta vivendo il suo miglior anno in carriera è senza dubbio Robinson. Segna più di 15 punti a partita (rispetto ai 6.4 dell’anno scorso e ai 13.5 del suo secondo anno in lega), ma soprattutto sta tirando oltre il 57% dai due punti (pur aumentando il numero di tentativi tripli rispetto al passato) e ha le migliori percentuali da tre di sempre (vicino al 45%). Oltre ai 3 assist a partita, ha stabilito un altro record personale.

Miami Heat: quanto influiscono i punti deboli?

Sebbene gli Heat si posizionino al settimo posto nella classifica NBA attuale, non figurano nella top 10 né per l’efficienza offensiva (13esimi con 115.7 punti segnati ogni 100 possessi) né per l’efficienza difensiva (sempre al 13° posto con 113.5 punti concessi ogni 100 possessi).

Il Net Rating degli Heat (+2.2) li colloca solo al 12° posto. È interessante notare che Miami ha affrontato più squadre con record perdenti (17 volte) che squadre vincenti (13 volte), dimostrando di essere forti contro le squadre più deboli (13 vittorie su 17 contro squadre con un bilancio inferiore al 50%) ma deboli contro le squadre più forti (5 vittorie su 13 contro squadre con un bilancio superiore al 50%).

Se la squadra vuole aspirare a grandi traguardi nella Eastern Conference, è evidente che è necessario invertire questa tendenza e dimostrare di poter affrontare la competizione più dura. Dopo aver vinto la partita di apertura della stagione contro i Detroit Pistons (ma chi non vince contro di loro?), i Miami Heat hanno subito quattro sconfitte consecutive (a Boston, a Minnesota, a Milwaukee e contro Brooklyn).

Questa serie di sconfitte ha sollevato dei dubbi sulla solidità degli Heat, soprattutto considerando che il roster ha perso due giocatori importanti come Gabe Vincent e Max Strus.