mercoledì, Aprile 24, 2024
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Pallacanestro Varese: fischi e malcontento nei confronti di coach Bialaszewski. I tifosi si dividono!

All’Itelyum Arena di Masnago, uno spettacolo insolito si svolge ogni volta che il buon Pisa, l’annunciatore della squadra di Pallacanestro Varese, si accinge a pronunciare il nome dell’allenatore, Tom Bialaszewski, originario di Buffalo. A monte dell’inno nazionale, gli spettatori emanano una bordata di fischi che permea l’aria circostante.

Questo atteggiamento di intolleranza, per la maggior parte ma non per tutti i sostenitori della squadra bosina, si manifesta prima ancora dell’inizio del match, invece che, più plausibilmente, alla fine del medesimo, quando gli applausi o i fischi si dovrebbero scatenare a seconda del risultato (vittoria o sconfitta).

Si tratta indubbiamente di una situazione particolare e inconsueta, decisamente non agevole per l’allenatore, ma che viene comunque supportato da una parte della tifoseria.

I fischi prima della partita tra Varese e Pesaro sono stati fragorosi e pesanti, soprattutto se confrontati con gli applausi fragorosi che hanno accolto l’allenatore Meo Sacchetti, seduto sulla panchina marcigiana.

Pallacanestro Varese
Pallacanestro Varese: il coach Tom Bialaszewski

I tifosi di Pallacanestro Varese si dividono

La tifoseria biancorossa è divisa su un’importante questione che sta scatenando un acceso dibattito. Da un lato, ci sono coloro che attaccano in maniera aperta e diretta l’allenatore B., mentre dall’altro lato ci sono coloro che lo sostengono e ritengono vergognoso fischiarlo ancor prima che la partita inizi. Questo atteggiamento ha sollevato un’enorme discussione tra i tifosi, come riportato nel nostro articolo sui commenti social dopo la partita tra la OJM e la Carpegna Prosciutto Pesaro.

Non si vedeva una situazione del genere a Varese da anni, nemmeno durante la prima parte della stagione terribile del 2021-2022, quando i risultati erano molto peggiori di quelli attuali e l’allenatore Vertemati era seduto in panchina. Vale la pena notare che, anche durante quella fase iniziale della stagione, quando Varese stava davvero lottando con i risultati, non c’era stato un dissenso così evidente e legittimo da parte dei tifosi nei confronti dell’allenatore.

E nonostante tutti i suoi limiti, colpe ed errori, guida comunque un gruppo che ha virtualmente garantito la salvezza in campionato a febbraio e si prepara a giocarsi i quarti di finale di una coppa europea, con la possibilità di riportare un trofeo a Varese dopo ben 25 anni.

La reazione di coach Tom Bialaszewski

In questa situazione coach Bialaszewski ha scelto il percorso dell’indifferenza, apparentemente. Ma in realtà gli ha causato un grande senso di urgenza, come dimostrato alla fine della partita contro Pesaro.

Durante la festa generale, ha accettato l’invito di Max Ferraiuolo di andare sotto la curva, dove è stato applaudito calorosamente. Ha liberato così tutta la tensione accumulata per una partita che, almeno per lui, era iniziata male ma che è finita molto meglio.

L’allenatore ha ripetuto più volte in conferenza stampa che è la vita di un allenatore, il rischio del mestiere e il peso di guidare un club glorioso e di grande prestigio come la Pallacanestro Varese, che ha un pubblico unico in Italia e tra i più appassionati d’Europa. Tuttavia, al momento, all’interno del club si sta discutendo se restare o meno con coach B. È un dilemma alla Shakespeare che probabilmente continuerà fino alla fine della stagione.

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